Il responsabile dell’Ufficio per la Politica internazionale della presidenza polacca Marcin Przydacz ha sottolineato ieri (15 giugno), in un incontro con i giornalisti, che il presidente Karol Nawrocki è stato “l’unico leader di un altro Stato” presente alla Casa Bianca per il compleanno del presidente Donald Trump e che ha parlato con lui due volte.

Durante gli incontri con il presidente statunitense, il leader polacco ha affrontato questioni legate alla sicurezza, alla presenza delle truppe americane in Polonia e alla futura cooperazione militare ed economica. Marcin Przydacz ha inoltre annunciato che, al rientro in Polonia, Karol Nawrocki terrà un importante incontro con il vicepremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz sulla presenza dei soldati statunitensi nel Paese.

Karol Nawrocki, negli Stati Uniti, ha inoltre partecipato a una messa a Silver Spring, nel Maryland, dove ha incontrato anche la comunità polacca. La sera dello stesso giorno, su invito di Donald Trump, che il 14 giugno compiva 80 anni, ha preso parte al banchetto di compleanno e alla gala UFC Freedom 250, organizzati sul prato davanti alla Casa Bianca.

Il presidente americano ha ricevuto dal leader polacco, tra gli altri doni, un regalo che – secondo la parte polacca – non sarebbe mai stato ricevuto da un altro capo di Stato: una lastra di marmo bianco destinata a far parte di un enorme arco trionfale lungo 80 metri che Trump intende costruire ad Arlington.

Il progetto della “targa polacca”, che riporta un’iscrizione dedicata agli eroi comuni Kazimierz Pułaski e Tadeusz Kościuszko, misura 140 x 100 cm e pesa oltre 120 kg, ed è stato concordato con la Casa Bianca. Secondo quanto riferito, gli americani si aspettano che anche altri leader possano fornire elementi simili.

Il banchetto è stata un’occasione per colloqui

“Si è trattato di un grande show per l’80° compleanno del presidente Donald Trump. Al banchetto c’è stata occasione per colloqui”, ha dichiarato Przydacz lunedì (15 giugno) a Washington.

Ha spiegato che il presidente polacco ha parlato due volte con Trump. “Del colloquio più breve ci sono delle registrazioni”, aggiungendo che in precedenza si era svolto un incontro alla Casa Bianca.

“Il banchetto è durato due ore ed è stata un’occasione per molti colloqui importanti”, ha riferito il ministro presidenziale. “I temi che per noi sono importanti restano all’ordine del giorno delle relazioni polacco-americane: politica di sicurezza, presenza delle truppe americane, continuità della politica degli armamenti e anche il prossimo vertice NATO”, ha aggiunto.

La decisione finale sulla presenza delle truppe USA in Polonia spetta a Trump

Przydacz ha inoltre riferito che Nawrocki ha parlato anche con il vicepresidente J.D. Vance, con il segretario all’Energia Chris Wright, con il rappresentante permanente all’ONU Mike Waltz oltre che con il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune e con membri delle commissioni senatorie.

Przydacz ha sottolineato che “la decisione finale sulla presenza permanente delle truppe americane in Polonia sarà presa personalmente da Donald Trump”.

Ha inoltre evidenziato che all’evento hanno partecipato “decine di importanti politici e imprenditori americani”, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e Jared Kushner, che – secondo Przydacz – è il principale negoziatore americano per il raggiungimento della pace in Medio Oriente e per la fine della guerra in Ucraina.

“Karol Nawrocki ha deciso che, al ritorno in Polonia, inviterà al Palazzo Presidenziale il vicepremier Kosiniak-Kamysz per un colloquio. Le dichiarazioni sulla presenza delle truppe americane devono essere tradotte in azioni concrete. Questa responsabilità esecutiva spetta al ministero della Difesa”, ha dichiarato Przydacz.

Il responsabile dell’Ufficio per la Politica internazionale è stato inoltre interrogato sul fatto che Nawrocki avesse discusso con Trump della situazione di Zbigniew Ziobro e del visto giornalistico concesso all’ex ministro della Giustizia.

“Non è stato e non sarà oggetto di discussione tra i presidenti”, ha assicurato Przydacz, aggiungendo che “non si tratta di una questione politica, ma giuridica”.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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